A breve sarà avviata una prova sulla biofortificazione in iodio (I) per pomodori cicliegino e datterino presso l’Az. Agr. “F.lli Lapietra” a Monopoli (BA), dove le piante di pomodoro sono coltivate in un sistema senza suolo su lastre di lana di roccia, in serre ad elevato input tecnologico. Lo iodio sarà somministrato per via fogliare, ovvero attraverso applicazioni spray di una soluzione di acqua e iodato di potassio (KIO3) [in foto], confrontando diverse concentrazioni e diversi siti di applicazione.

Sebbene la principale via di trasporto dello iodio nella pianta sia lo xylema e la biofortificazione per via radicale, in suolo o con soluzione nutritiva, è già nota in vari ortaggi, la letteratura scientifica riporta che anche la traslocazione floematica contribuisce alla movimentazione dello I nei tessuti vegetali. Inoltre, ricerche di altri autori riportano la capacità della pianta di pomodoro di assorbire I somministrato per via radicale e di accumularlo anche nei frutti. Con l’esperimento prossimo, si verificherà invece l’efficacia della somministrazione fogliare e della traslocazione floematica per l’accumulo di iodio, con l’obiettivo di ottenere una bacca di pomodoro arricchita in I in quantità idonea a contribuire al fabbisogno umano giornaliero per questo microelemento essenziale per la salute e senza causare fitotossicità e stress nella pianta.

Per approfondire due nostri contributi sperimentali:

GONNELLA M., RENNA M, D’IMPERIO M., SANTAMARIA P., SERIO F., 2019. Iodine Biofortification of Four Brassica Genotypes is Effective Already at Low Rates of Potassium Iodate. Nutrients, 11, 451, 14 pag. doi:10.3390/nu11020451.
SIGNORE A., RENNA M., D’IMPERIO M., SERIO F., SANTAMARIA P., 2018. Preliminary Evidences of Biofortification with Iodine of “Carota di Polignano,” An Italian Carrot Landrace. Front. Plant Sci. 9, 170, 8 pag. doi: 10.3389/fpls.2018.00170.